10 Giugno 2019

Bastiano

I Salvabestiari sono dei salvadanai-scultura che si ispirano agli antichi Bestiari medievali.

Il primo della serie è Bastiano, uno strano draghetto in ceramica.

Che sia il cugino in seconda di Sdendato di Dragons?!

Di sicuro c’è che Bastiano è realizzato a mano, con l’ausilio degli stampi, in ceramica con smaltatura opaca nera. Le sue parti sono assemblate separatamente. Il forno di cui disponiamo non è molto grande per cui riusciamo a produrre soltanto tre pezzi alla volta.

Bastiano è la ricompensa più importante della nostra prima campagna di crowdfunding su Ulule. Questo vuol dire che, se lo acquisterete, e se noi raggiungeremo l’obiettivo che ci siamo prefissati, ci metteremo all’opera per consegnarveli entro settembre.

Se non dovessimo raggiungere l’obiettivo a voi verranno restituiti i soldi e Bastiano… non sappiamo, di certo dovremo consolarlo…

Come è nato Bastiano e come sono nati gli altri membri di questa allegra brigata?!

Un giorno abbiamo pensato che sarebbe stata una buona idea consegnare a Giovanni un salvadanaio. Essendo figlio unico, non solo, anche nipote unico, è inevitabilmente destinatario di molte attenzioni e di molti giocattoli. Proviamo ad opporre una qualche resistenza ma è difficile. Così abbiamo pensato che iniziare ad insegnarli il valore del denaro fin da ora potrebbe essergli di aiuto. E sta funzionando.

Così è nato il primo salvadanaio che abbiamo fatto.

Il passo verso i Salvabestiari è stato breve perché ovviamente il primo non è stato un classico porcellino.

Bastiano Gualandi è nato per amore.

Un salvabestiario per i fantaspiccioli.

Eeeeehhh?!

Ma si, certo, un salvabestiario per i fantaspiccioli!

Il fantaspicciolo è il conio che Renato ha inventato per Giovanni, una fantavaluta che non ha niente a che vedere con bitcoin o similari.

I fantaspiccioli servono solo a far bisticciare peluche un po’ troppo animati o a far arricchire omini della Lego che poi finiscono sistematicamente in totale indigenza sotto il divano.

Vabbè, non siamo certo la coppia Edoardo Sanguineti/Dario Fo, lessicomane l’uno, istrionico interprete del grammelot l’altro, che possiamo permetterci di giocare con il lessico, addirittura di inventare neologismi e poi sbandierarli così su un blog come se nulla fosse.

E infatti, quando abbiamo provato a sponsorizzare il post di Bastiano su Instagram, la parola Salvabestiario, e probabilmente anche la strana creatura nera in foto, deve aver interdetto l’algoritmo perché è rimasta in attesa di approvazione per giorni. Alla fine abbiamo annullato l’operazione noi.

Ma certo. Anche se non siamo esperti di algoritmo e del suo funzionamento, di certo è qualcosa che procede secondo parametri di interessi che si ripetono in un sistema. Parametri? Sistema?!

Minchia Instagram, ma ci deve piacere sempre e solo la stessa cosa?

Ecco il Salvabestiario serve proprio a ribadire che non è così, che non ci puoi catalogare come fa la Ferragni con le sue borsette, che non ci puoi far girare come una bambola (solo perché facciamo collane) e poi ci butti giù se non classifichi il nostro post!

Bastiano è portatore di un messaggio. Una roba desueta, antica, persino retorica se vogliamo ma stramaledettamente seria e visibile solo a chi quel messaggio sa vederlo. Bastiano è un po’ come la tartaruga che guidava la meravigliosa Momo da Mastro Ora.

Si pensa che la stranezza equivalga ad una vulnerabilità.

Con allegra e pimpante soddisfazione i Salvabestiari dei Gualandi affermano di NO.  Sono vessilli di gioia, sono emblemi di una stravaganza pronta a mettere tutto in gioco e tutti di buon umore!

Perché una cosa è certa, nel momento in cui neghiamo la diversità degli altri, neghiamo di conseguenza la nostra unicità.

L’evoluzione e gli approfondimenti di un discorso sulla stranezza intesa come unicità potrebbero essere i più diversi, dalla psicologia alla filosofia, si è indagato il tema con sicuramente maggiore pertinenza di quanto potrebbe fare un Gualando, anche armato delle migliori intenzioni.

Quello che possiamo fare noi è portare la nostra testimonianza di tipi strambi che, di questa benedetta stranezza, ne stanno facendo un mestiere o almeno ci stanno provano.

I Salvabestiari siamo noi, siete voi, sono i nostri avatar in ceramica. Custodiamo tutti qualcosa di molto prezioso, la nostra unicità.

ph. Giulia Natalia Comito